Ah ce biel!! Lu ai let l'an passât, dut inte sere di san Valantin (mi someave une buine leture pe…
Ecumène: La strade che no leve inniò (G. Rodari)
All'uscita del paese si dividevano tre strade:una andava verso il mare,la seconda verso la città e la terza non andava in nessun posto. Martino lo sapeva perchè l'aveva chiesto un po' a tutti e da tutti aveva avuto la stessa risposta: -Quella strada li? Non va in nessun posto! E' inutile camminarci. -E fin dove arriva? -Non arriva da nessuna parte -Ma allora perchè l'hanno fatta? -Ma non l'ha fatta nessuno, è sempre stata lì! -Ma nessuno è mai andato a vedere? -oh sei una bella testa dura! Se ti diciamo che non c'è niente da vedere... -Non potete saperlo se non ci siete stati mai. Era così ostinato che cominciarono a chiamarlo "Martino Testadura" ma lui non se la prendeva e continuava a pensare alla strada che non andava in nessun posto. Quando fu abbastanza grande da attraversare la strada senza dare la mano al nonno, una mattina si alzò per tempo, uscì dal paese e senza esitare imboccò la strada misteriosa e andò sempre avanti. Il fondo era pieno di buche e di erbacce ma per fortuna non pioveva da un pezzo così non c'erano pozzanghere; a destra e a sinistra si allungava una siepe ma ben presto cominciarono i boschi. I rami degli alberi si intrecciavano al di sopra della strada e formavano una galleria oscura e fresca nella quale penetrava solo quà e là qualche raggio di sole a far da fanale. Cammina e cammina...la galleria non finiva mai,la strada non finiva mai. A Martino dolevano i piedi e già cominciava a pensare che avrebbe fatto bene a tornarsene indietro quando vide un cane. -Dove c'è un cane c'è una casa- riflettè Martino- o perlomeno un uomo! Il cane gli corse incontro scodinzolando e gli leccò le mani,poi si avviò lungo la strada e ad ogni passo si voltava per controllare se Martino lo seguiva ancora. -Vengo!Vengo!-diceva Martino incuriosito. Finalmente il bosco cominciò a diradarsi, in alto riapparve il cielo e la strada terminò sulla soglia di un grande cancello di ferro. Attraverso le sbarre Martino vide un castello con tutte le porte e le finestre spalancate e il fumo usciva da tutti i comignoli e da un balcone una bellissima signora salutava con la mano e gridava allegramente: -Avanti!Avanti,Martino Testadura! -Toh!- si rallegrò Martino- io non sapevo che sarei arrivato..ma lei si! Spinse il cancello, attraversò il parco ed entrò nel salone del castello in tempo per fare l'inchino alla bella signora che scendeva dallo scalone. Era bella!E vestita anche meglio delle fate, delle principesse e in più era proprio allegra e rideva. -Allora non ci hai creduto! -A che cosa? -Alla storia della strada che non andava in nessun posto -Era troppo stupida e seconso me ci sono anche più posti che strade! -certo!Basta aver voglia di muoversi!Ora vieni ti farò visitare il castello. C'erano più di cento saloni zeppi di tesori d'ogni genere, come quei castelli delle favole dove dormono le belle addormentate o dove gli orchi ammassano le loro ricchezze. C'erano diamanti pietre preziose,oro,argento e ogni momento la bella signora diceva: -Prendi! Prendi quello che vuoi! Ti presterò un carretto per portare il peso. Figuratevi se Martino si fece pregare! Il carretto era ben pieno quando egli ripartì.A cassetta sedeva il cane che era un cane ammaestrato e sapeva reggere le briglie e abbaiare ai cavalli quando sonnecchiavano e uscivano di strada. In paese, dove l'avevan già dato per morto, Martino Testadura fu accolto con grande sorpresa. Il cane scaricò in piazza tutti i suoi tesori, dimenò due volte la coda in segno di saluto, rimontò a cassetta e via, in una nuvola di polvere! Martino fece grandi regali a tutti, amici e nemici e dovette raccontare cento volte la sua avventura e ogni volta che finiva, qualcuno correva a casa a prendere carretto e cavallo e si precipitava giù per la strada che non andava in nessun posto. Ma quella sera stessa tornarono uno dopo l'altro con la faccia lunga così per il dispetto: la strada per loro finiva in mezzo al bosco, contro un fitto muro d'alberi, in un mare di spine. Non c'era più nè cancello, nè castello, nè bella signora perchè certi tesori esistono soltanto per chi batte per primo una strada nuova e il primo era stato Martino Testadura.
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Lusso... simpri indevant!
Pe "cavalletta" in veretât vevi simpri doprât e sintût "zupet" e pal maggiolino sì, Scusson.
A son passâts pe Ostarie
Adelmo Della Bianca Alessandro Valoppi Alessia Meacci Alessio Ecoretti Angelo Floramo Augusto Bornancin Barbara Battel Bepi Zefon Carli Pup Cecilia Liva Checo Tam Christian Romanini cjadenedicontecurte Covidcurte Day Cristina degli Uomini Davide Peressoni Di Suald DoneBete Dree Venier Eduart Baschera Egle Taverna El Fari Eline Enrico Tomasi Eowin Fantacorsecurte Ferdinando Passone Francesca Giorgetti Franco Marchetta Franco Vigo Frank Spada Fuguline Fulvio Romanin Gaetan Cogôi Galliano di Buenos Aires Gianfranco Pellegrini Gianluca Franco Giuliana Pellegrini Guido Covàs Isa Dorigo Ivano Urli Jacum Tiburzi Jacum Trevisan Jaio Furlanâr Javier Moscufo L'Antescûr Laura Dri Laurin Zuan Nardin Lenart Gjavedon Leonore Lorele la Morete Luche Bagnarol Luciano Marinig Lupo Manarie Maghe Olstrele Marcello Marangone Marcelo Del Mestre Margarite Cogôi Maria Veronica Moscufo Marisa Gregoris Mariute Massim Furlan Maurizio Di Fant Maurizio Mattiuzza Michele Vuardianut Calligaris Michêl Londar Milio dai cjans Nello Malisano Nene Furlane Noemi Salva Norma Romotowski O. Zete Pablo Gortan Pablo Martres Passadôr Patrizia Torossi Pauli Fantini Pauli Jacuz Pieri Moràs Pierina Gallina Plume di Ingjustri Rafaêl Serafin Renzo Brollo Renzo Turùs Ricardo Gregoretti Ricart Tiburzi Rudy Citòs Sandri Carrozzo Scoltecurte Silva Ganzitti Silvana Zanella Spirt Anonim Stefano Gasti Stiefin Asquini Stiefin Morat Stiefin Stefanut Stralunade Tiziana Novello Tommaso Pascolo Zorz Cesaratto






Compliments a Venusia pe biele partecipazion. Mi plasaress lei ancje lis traduzions di Nelo e dal Checo,contecurtars di preseade piece. Lussian
Une conte cuntun biel mesaç. Ben tradusude, Brave Venusia
Brave Venusie, une biele storie da contá ai frus.